Da “Love story” a “Spy story”, ovvero perché gli uomini ci costringono a fare le miss detective?

come-gestire-un-partner-bugiardo[TRACK #56: Beyonce & Shakira, Beautiful liar]

Lo rivelano alcune recenti indagini compiute da una equipe di psicologi dell’Università di Toronto: le donne detective sono fino a dieci volte più competenti e fattive dei loro colleghi in doppio petto. Non a caso, in questi ultimi anni, è cresciuto notevolmente il numero di licenze di investigatore privato concesse a tutte quelle cosiddette “signore in giallo” che, pronte a metter da parte impieghi più ordinari, hanno fatto dell’investigazione la loro professione e il loro principale mezzo di sostentamento. I tempi di Sherlock Holmes sembrano dunque finiti… Secondo il giudizio dei ricercatori canadesi, le donne avrebbero infatti una maggiore predisposizione al mestiere, dovuta a una naturale quanto innata capacità di analisi delle situazioni complesse, cui si accompagna l’acume e l’intuito nello smascherare bugiardi e “inciucioni” di ogni tipo.

Da sempre protagoniste di celebri saghe letterarie e pellicole per il piccolo e grande schermo, le donne hanno dunque fatto seriamente di fourlard, occhiali scuri o gonna al ginocchio la loro divisa da spionaggio. Altro che Miss Marple, Kay Scarpetta e Jessica Fletcher! Queste qui fanno sul serio.

In realtà, la notizia mi sorprende ben poco. Se consideriamo, infatti, che gli uomini sono notoriamente più bugiardi delle donne, ecco spiegata la ragione per la quale quest’ultime sono tendenzialmente più portate all’investigazione. Anche qui, dati alla mano, c’è ben poco da fare: il naso lungo di Pinocchio spetta ai maschietti… Ah, se solo abbondassero anche in tutto il resto!

Secondo un’altra ricerca eseguita questa volta dalla Bmw Financial Services, gli uomini ricorrerebbero infatti alla menzogna in media tre o quattro volte al giorno (oltre 1.000 bugie l’anno!), mentre le donne non supererebbero la quota delle due bugie giornaliere (poco più di 700 in dodici mesi).

Eccoci, dunque, arrivati alla dura realtà: è colpa degli uomini (bugiardi) se le donne sono sospettose e diffidenti.

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Facendo anche un rapido giro di opinioni nella piccola cerchia delle mie amiche più fidate, non ce n’è una che non abbia avuto a che fare, almeno una volta nella vita, con un promotore compulsivo di fregnacce, un esperto dissimulatore di inciuci, virtuali o reali, digitali o analogici.

Tra gli uomini, c’è chi mente sulla propria condizione economica (in generale, chi più ostenta ricchezze, meno ne possiede), chi sulla situazione professionale (quelli che non fanno altro che incensarsi, di solito, sono i meno soddisfatti della propria carriera) e chi, ancor peggio, mente in materia di sentimenti e relazioni (se dopo nove mesi non vi ha ancora presentato sua madre, o è orfano oppure non sta prendendo sul serio la vostra storia!).

E che dire, poi, di quelli che amano tenere un piede in due o più staffe? Di quelli che, appena voltate le spalle, si affrettano a flirtare con la prima squinzia incontrata per strada? O ancora di quelli che – occhio non vede, cuore non duole – portano avanti mal celati ménage sentimentali con il barista sotto casa o – perché no? – con l’ignoto amico di Facebook del quale non vi ha mai apertamente spiegato la ragion d’essere?

Una cosa è certa: per capire se un uomo ha qualcosa da nascondere, la prima cosa da fare è domandare.

Tenendo conto che chi mente tende a dire il meno possibile, se a una richiesta specifica, come ad esempio su una telefonata che ha ricevuto o su un ritardo nel venirvi a prendere la sera precedente, il vostro partner vi offre motivazioni vaghe e nebbiose, allora le probabilità che stia mentendo saranno numerose. Se alla fine del confronto diretto c’è ancora qualcosa che non vi convince, a quel punto sapete benissimo come intervenire: cominciate a investigare!

Nella maggior parte dei casi, non occorrerà neppure pedinarlo a sua insaputa (quello lasciatelo fare agli esperti). Basterà, bensì, prendere sott’occhio il suo cellulare, imparare la combinazione del codice PIN e dello sblocca tasti, frugare nella sua email e approdare, infine, nei social network chi fa uso e abuso… non avete idea di quante cosa si nascondano in rete.

Munitevi dunque di username e password: la vostra sarà una guerra dei Roses in formato digitale!

Tempo fa, ad esempio, insospettito dall’aria guardinga che assumeva il mio fidanzato ogni qual volta ricevesse un messaggio sull’iPhone, ho cominciato ad allungare l’occhio e, alla prima occasione, senza foulard a fasciarmi la testa e senza parrucca o baffi finti, sono entrato in azione. Un giorno che ero nel suo appartamento in sua assenza, ho aperto il pc, inserito la password sapientemente memorizzata in un precedente accesso e ho coraggiosamente aperto il vaso di Pandora: da Facebook a Skype, da Whatsapp a Instagram, non v’era social network che non fosse intasato delle sue compromettenti chattatine notturne.

A quel punto, dopo una lunga riflessione, ho evitato scenate di sorta e sono andato dritto al sodo: ho copiato e stampato ogni singolo messaggio inviato e ricevuto dal suo pc e, una volta ottenuto il beneficio di un confronto, l’ho messo davanti alle prove.

Inutile dire che neppure l’aver impresso nero su bianco le ragioni della mia dipartita è servito a farlo desistere dal presentarsi ancora alla mia porta, seguito da un lungo corredo di scuse e di “cambierò”, “tenterò”, “migliorerò”… avrei preferito un fottutissimo mazzo di fiori!

Tuttavia, alla luce della piccola esperienza avuta in materia, posso dirvi che se avete a che fare con un uomo bugiardo e che non fa altro che promettervi un cambiamento che, alla resa dei conti, non si palesa mai, a quel punto siete voi a dover cambiare: CAMBIATE… sì, ma cambiate partner.

Questo è difettoso!

😉

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