Bolle di sapone, ovvero l’eterna giovinezza

[TRACK #35: Jovanotti, Megamix]

Me lo sono chiesto più e più volte: Si può essere giovani in eterno, senza mai avvertire il peso degli anni che passano, senza l’incombenza di uno specchio con il quale, a un certo punto, ritrovarsi a fare i conti e senza il benché minimo timore dell’orologio biologico che non smette un secondo di ticchettare?

La domanda è vecchia quanto l’uomo e la Terra. Di certo più vecchia di me, che rifiuto più di ogni altra cosa di invecchiare, se invecchiare vuol dire smettere improvvisamente di godersi quel che arriva per abbracciare la paura del domani.

In vita mia ho conosciuto uomini vecchissimi ai quali non avrei dato più di vent’anni e, per converso, ventenni ai quali ho affibbiato senza ripensamenti l’etichetta di “Vecchi prima ancora di invecchiare”.

Dai primi ho imparato che “Del domani non v’è certezza” e dunque è sempre meglio aprire una bottiglia di vino e godersi il fresco che arriva; dai secondi ho appreso invece quel che non sono e che mai vorrò diventare.

In fondo, è tutta una questione di scelte. A un certo punto siamo tutti chiamati a optare per uno stile di vita o per un altro, nella perenne ricerca della felicità. Io ho scelto di fregarmene del tempo e delle convenzioni imposte. Questo mi ha portato a essere, per mia madre, l’eterno ultimo figlio del quale occuparsi e preoccuparsi e per gli altri – tutti gli altri – il ragazzo che non cambia e non cambierà mai… prendere o lasciare!

Nel frattempo il mondo cambia, cresce, invecchia. Ho visto amici prendere strade del tutto diverse dalla mia e vantarsi a lungo di aver fatto “la scelta migliore”. Ecco, forse la gente ha bisogno di autocompiacersi delle proprie scelte e della trovata o ritrovata maturità solo per sentirsi meno insicura e meno precaria. Io, che del precariato ho fatto il mio stile di vita, saluto da lontano con la mano aperta… ci si incontrerà di nuovo, chissà, magari su strade del tutto inattese.

Per alcuni la mia vita somiglia a una balera. Questo in parte è vero, e avere un blog nel quale non faccio mistero di quel che vivo e mi accade mi insegna a convivere col giudizio altrui. Alla gente piace giudicare con disgusto quel che non approva. Non c’è nulla di sbagliato neppure in questo: siamo tutti mortali. Forse la maturità, però, non sta nel giudicare i vivi e i morti, ma nell’accettare quel che arriva e nel farne – nel bene e nel male – tesoro.

Il tesoretto che gelosamente custodisco nel mio scrigno sta tutto nel tenere sempre bene a mente quel che desidero e quel che invece non fa per me (alcuni la chiamano “integrità mentale”, altri semplicemente “coerenza”). È questo che fino a oggi mi ha sempre portato a scegliere per me solo, senza avvertire mai il peso dello sguardo altrui. Come a quindici anni ho presto imparato a fregarmene di chi in strada mi urlava “frocio”, a ventotto sono ancora pronto a fregarmene di chi non mi approva e non condivide il mio stile di vita.

Ma, in fin dei conti, cosa c’è da approvare? Come dice una vecchia canzone di Battisti, “A ognuno la sua parte, saper vivere è un’arte”.

L’unica certezza di cui ho fatto sempre vanto è che questa è davvero la vita che sognavo da bambino. Una vita forse troppo disordinata, di pochi punti saldi, ma che poggia su fondamenta indistruttibili:

–          I miei amici, quei pochi sui quali so di poter sempre contare;

–          La mia casa, ovvero quel terreno sicuro in cui ho affondato radici profonde;

–          L’emisfero destro del mio cervello, ovvero la creatività innata che mi ha portato fin qui a vivere di poco (a volte), ma traendone grandi soddisfazioni.

Forse è davvero come dicono alcuni:

L’età anagrafica è un puro indice numerico, un’invenzione del tempo, utile semplicemente a tenerci in bell’ordine nella confusione totale che regna nel Creato.

Me ne son reso conto sere fa, mentre mi scoprivo a ridere come un ragazzino soffiando bolle di sapone in metropolitana.

La vecchiaia è un argomento che davvero non mi interessa e la felicità ha di certo un prezzo abbordabile: costa appena 1,50 €, ed è tutta racchiusa in un flaconcino di Crystal Ball.

Sintesi del post: Grazie a Paolo, che sa sempre regalarmi momenti di pura felicità a buon mercato. E grazie anche a chi non approva quel che faccio, dico o scrivo: è anche per non diventare come voi che procedo dritto per la mia strada.

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