Fidanzati, coppie aperte a altri animali notturni

[TRAK #31: Mina, Le farfalle della notte]

Stamattina, aprendo gmail, ho trovato la stuzzicante missiva di un lettore di questo blog. La riporto di seguito, integralmente. L’avvertenza è dovuta: gli argomenti trattati in questo post, le questioni sollevate e le osservazioni maturate in merito sono adatte a un pubblico di soli adulti… e soprattutto evitate che mia madre legga quel che sto per riportare!

Dear Luca,

la mia faccenda è spinosa. Tempo fa conobbi un ragazzo che mi attraeva moltissimo. L’attrazione però dovetti metterla a cuccia per un problemino che non riguardava me, ma lui: è fidanzato. Un po’ di settimane fa l’ho incontrato a una nota serata gay romana. Lui era senza fidanzato quella sera. Io abbastanza brillo per buttare all’aria la mia razionalità e il mio buon senso. Così è accaduto che ci ho spudoratamente provato con lui. Lui, dal canto suo, non mi ha rifiutato. Anzi, sembrava che non aspettasse altro.

Passa una settimana, in cui nel frattempo ci sentiamo spesso, chattiamo, facciamo lunghe conversazioni in Skype. Lo scenario è lo stesso: stessa serata gay, io brillo, lui però con il suo fidanzato questa volta. Ovviamente, ho fatto finta di nulla. L’ho salutato con sorrisi e bacetti sulle guance, niente di più. Mentre però ero a divertirmi con i miei amici, si è avvicinato un paio di volte per farmi sapere che di lì a poco il suo fidanzato si sarebbe accomiatato e lui avrebbe voluto passare del tempo con me.

Bene, io quella notte l’ho passata con lui. Abbiamo fatto sesso: non troppo distaccato, né troppo sdolcinato, il giusto mezzo. Il bello è che non mi sento per niente in colpa, anzi, quando il suddetto ritornerà dalle sue vacanze, penso proprio di rivederlo. Non perché mi sia invaghito al punto di incaponirmi (tanto più che ora il mio cuore è occupato dalla presenza ingombrante di un’altra persona), ma perché alla fine sono stato bene e credo anche lui.

È strano il destino. Io avevo da sempre chiaro in testa: “Non andrò mai a letto con un ragazzo accoppiato”.

Mr. M.

Rispondo dunque pubblicamente, come di consueto:

Dear Mr. M.,

permettimi un’osservazione: credo che tu abbia bisogno di far tornare in sincronia cuore, mente e uccello. Perché, credimi, a quanto mi racconti, ognuno dei tre se ne va per cazzi suoi:

–          il cuore si dice occupato da una “ingombrante presenza”;

–          la mente ripete tra sé “Mai con uno accoppiato”;

–          l’uccello mi pare, invece, dei tre, l’unico alquanto “spensierato”.

Talmente spensierato, caro Mr. M., che è lui a decidere per te! Il cuore e la mente lo lasciano fare: se ne stanno là, zitti, ognuno a pensare ai cazzi suoi.

[perdona l’orrenda ripetizione cazzo/cazzi/cazzo… ti assicuro che non lo sto declinando in latino!]

Ma dico, insomma: vuoi davvero che sia un ciccetto di carne (il più delle volte floscia) a prendere decisioni per te?

Comunque, focalizzando ora l’attenzione solo sulla questione “Tu, lui e il cornuto e consenziente”, segnati quel che sto per dire:

Ricordati che la coppia aperta è una sciocca invenzione per giustificare un paio di corna ben messe. E, dunque, morale della favola: non fare agli altri quel che non vorresti fosse fatto a te.

Il destino non è affatto strano, e ha una memoria da elefante. E se fosse davvero tutta una questione di Karma, allora occhio: la ruota gira… e le corna sono un copricapo sempre di gran moda!

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