Come far funzionare una relazione (applicando il metodo Cuki Gelo)

[TRACK #27: Amy Winehouse, Tears dry on their own]

Questo è decisamente un tipo di articolo che “uno come me” non dovrebbe mai scrivere. Le ragioni di tale impossibilità sono molte e di vario genere. Prima fra tutti, io non sono mai stato capace di far funzionare una relazione.

In tutte le mie passate esperienze, infatti, si è sempre verificato qualcosa che nell’altro o in me ha fatto scattare l’orrenda molla del “ti mollo“. Tuttavia, se è vero che sbagliando si impara, allora è altrettanto vero che è analizzando gli errori commessi in precedenza che ognuno di noi dovrebbe comprendere quali comportamenti sono da evitare e, per converso, quali altri è meglio mettere in atto in virtù d’una sana e duratura relazione.

Il punto è:

In amore, quali sono i comportamenti che non giovano affatto all’amore?

E, per converso, quali sono le accortezze che è necessario avere per assicurarsi totale e reciproca serenità?

Per non stilare un secco elenco di norme generali è bene che parta dal particolare e, perché no, dal personale. E dunque sarà bene che io mi domandi:

Cos’è che non ha fatto funzionare le mie storie passate?

La risposta più immediata è: la mancanza di trasparenza.

Sì, perché la trasparenza è sempre venuta a mancare nelle “relazioni di una volta”, con maggiore o minore incidenza. Fatta eccezione per Manuel (eteronimo di Rebecca, la prima moglie) con il quale, dopo cinque anni di convivenza, da parte mia è venuto meno soltanto il coraggio di ammettere “Sì, anche io sono stanco”, con tutti gli altri mi sono dimostrato sempre molto poco “trasparente”.

A Nicola, ad esempio, non ho mai confessato di detestare il suo alito (mi sono limitato a infilargli per un anno dei chewing gum nella borsa nella speranza che capisse);

A Giorgio non ho mai rivelato di non apprezzare particolarmente il suo amore per i piedi (“Mai più con un feticista”, mi sono detto dopo appena trenta giorni di sopportazione);

A Carlo non ho mai fatto presente che “In tre ci posso pur stare, ma in quattro mi sembra un’esagerazione” (credo se ne sia reso conto soltanto il giorno in cui, rientrando, non mi ha più trovato in casa).

Insomma, la trasparenza sembra davvero essere un ingrediente fondamentale.

Me lo conferma Luigi, un amico di Facebook (s)conosciuto sulla pagina Spectrum, il quale si è offerto – in piena notte – di contribuire alla stesura di questo articolo. Sostiene Luigi:

Rispetto e trasparenza sono fondamentali. Il dialogo lo è altrettanto. Confrontarsi aiuta poi a vincere incertezze e paure.

Rispetto. Trasparenza. Dialogo. Confronto.

Ecco l’antidoto che guarisce da paure e incertezze. Ecco i quattro elementi di cui si nutre una relazione sana e promettente. Ed ecco ancora che il romanticismo, di punto in bianco, non sembra più essere il perno attorno al quale far ruotare tutto il resto.

Perché, a pensarci bene, cosa è meglio: avere al fianco un romanticone pieno di premure ma bugiardo fino al midollo oppure un uomo forse troppo razionale ma schietto e trasparente quanto un sacchetto Cuki Gelo Più?

In definitiva, che sia romantico o cinico, emotivo o razionale, idealista o concreto, l’importante è che tu riesca sempre a stabilire un dialogo autentico e sincero col tuo partner, senza paura di metterti a nudo.

In fin dei conti, spesse volte le relazioni sentimentali funzionano un po’ come una vincita alla pesca di beneficenza: non basta sapere che ti sei aggiudicato un pesce rosso, lo vuoi anche vedere attraverso il sacchetto di plastica trasparente.

E, dunque, il consiglio del giorno è: parlagli e fallo nella più totale franchezza, anche quando sei consapevole che quel che hai da dire non gli piacerà affatto. Te ne sarà comunque riconoscente.

Io l’ho imparato da poco.

Sintesi del post: Se è vero il detto “sbagliando si impara”, allora è altrettanto vero il detto “vivi e lascia vivere”… ovvero goditi quel che arriva, con o senza romanticismo, ma sempre con una massiccia dose di sincerità.

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