Qualcosa di vecchio e qualcosa di nuovo: è la fine di un’epoca

[TRACK #23: U2, City of blinding lights]

Ieri sera passeggiavo per il centro, tra San Giovanni e il Colosseo, con lo sguardo incantato e un sorrisetto idiota stampato in viso.

La scena era perfetta: c’eravamo solo noi, io e Roma… finalmente!

Sono stato in campagna dai miei genitori per appena cinque giorni e mi sembra di esser stato via mesi e mesi. Per carità, star dai miei è come essere in vacanza: ottima cucina, ottimo intrattenimento… però Roma è Roma!

Ebbene sì, lo ammetto: faccio l’amore con l’Urbe.

La nostra è una relazione assolutamente stabile e molto promettente. Nonostante qualche tradimento e qualche battibecco, ci amiamo.

E non è solo una questione di origini. Sono nato qui, è vero, ma sono praticamente cresciuto in giro per l’Italia fino ai diciannove anni. Poi, quando ho dovuto scegliere l’Università, non ho avuto alcun dubbio: ho subito pensato a Roma.

E dunque, eccoci ancora qui insieme: io e la città invivibile.

Nove anni di fidanzamento e ancora ci brillano gli occhi quando ci guardiamo. Nove anni di relazione e ancora passeggiamo tenendoci per mano. Questo è di certo il rapporto più lungo e più felice di tutta la mia vita.

Dopo aver partorito (senza dolore) questo misero pensiero, ho raggiunto degli amici al Coming Out.

I soliti tre: io, Manuel e Paolo. I soliti cocktail: due Long Island e un Negroni. Le solite chiacchiere sul sesso, sulle relazioni sentimentali e su questo o quel bicipite. Nulla di nuovo o di sorprendente. Tutto come al solito, così come piace a me.

Buffa questione: per una vita intera ho rincorso la novità, l’emozione forte, per poi arrivare a desiderare più di ogni altra cosa la quotidianità, la routine. E questo senza mai annoiarmene.

Son poche le cose che non voglio cambino mai:

1)      Paolo che sorseggia il suo drink e che finge di ascoltarmi mentre flirta con qualcuno alle mie spalle;

2)      Manuel che incontra il suo ex e che, sbalordendomi non poco, parla con lui senza un filo di disagio;

3)      Io che mi godo tutta questa scena in silenzio e che, fissando la strada che dal Colosseo porta alle Terme di Caracalla, penso tra me e me: “Vorrei che D. fosse a Roma e non in vacanza”.

Insomma, per dirla breve, è la fine di un’epoca.

Non c’è più la vecchia ansia di un tempo di collezionare passioni e “brividi forti”. Ora c’è stabilità, abitudine, solidità. E per la prima volta non ho affatto orrore dell’acqua quieta. Mi piace così, senza onde.

Mi sento persino pronto per una relazione stabile.

È davvero la fine di un’epoca.

Sintesi del post: La scorsa settimana mi hai chiesto “Mi vuoi?” e io sono rimasto zitto e con lo sguardo abbassato. Ti rispondo ora senza più esitazioni: “Sì, ti voglio”.

🙂

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