È l’uomo per me… Sì, ma quale dei tre?

[TRACK #20: Mina, È l’uomo per me]

Estate. Tempo di mare, di granite alla menta, di cocomero e di ombrelloni, ma soprattutto di vecchi filmati televisivi prontamente ripescati da Paolo Limiti negli archivi Rai e dati in pasto a tutti quegli italiani che, come me, si rifiutano di metter piede in spiaggia nelle ore più calde. Come unica distrazione in questi solitari pomeriggi d’agosto, passati in casa svaccati sul divano, tra telecomando e ventilatore, resta dunque la tv.

Ed è proprio guardando uno di questi programmacci di video-vintage-collage che ho trovato ispirazione per un nuovo (non)esaltante post di amentefresca.

Sul secondo canale Mina canta È l’uomo per me… e io non posso fare a meno di domandarmi:

Qual è davvero l’uomo per me, fatto apposta per me?

La premessa è a questo punto dovuta: oggi parleremo d’amore e d’aspettative. Chiunque fosse allergico ai sentimentalismi o, ancor peggio, alle involuzioni emotive (anche dette seghe mentali) è pregato di rivolgere altrove la sua attenzione.

Tempo fa si parlava, io e la amica Greta, di relazioni sentimentali e ci si lamentava entrambi del fatto che (cit.): “basta guardarsi intorno per rendersi conto che non c’è quasi più nulla che si accosti anche solo lontanamente a quel che noi chiamiamo Amore”.

Alla fine di questa nostra conversazione, pur con opinioni differenti, entrambi concordavamo su un unico fatto: noi – io e Greta – vogliamo la favola!

Ebbene sì, le favole lette da bambini ci hanno fregato: siamo tutti cresciuti nella speranza di incontrare il principe azzurro pronto a scalare la torre pur di salvare la sua bella.

Ma qui, ahi noi, di torri non se ne vedono all’orizzonte… e di principi non ve n’è neppure l’ombra.

Ma tolte le favole e tolti i principi, cosa resta?

Una manciata di storielle da sciogliere in acqua tiepida e da assumere due volte al giorno prima dei pasti… e, al di là di questo, una distesa infinita di aspettative deluse.

A questo punto mi chiedo:

Sono gli uomini a dimostrarsi di volta in volta deludenti oppure siamo noi a essere troppo esigenti?

E, ancor di più…

Voglio la favola, sì, ma quale genere di favola?

Sostiene Greta:

Il vero problema sta nel capire che genere di favola desideriamo.

–          Vogliamo l’uomo romantico fino all’eccesso, ovvero quello che invia fiori a casa per ogni ricorrenza? Quello che ci tiene sottobraccio per strada, che ci porta a mangiare nei ristoranti più in di Roma e che, a un certo punto, si presenta con l’anello visto in vetrina da Tiffany o da Yves Saint Laurent?

–          Oppure vogliamo l’uomo pacato e razionale? Quello carino quanto basta, dolce all’occorrenza e con i piedi per terra? Quello che è capace di farci ridere con poco e che, se serve, sa riparare un lavandino che perde o trovare gli ultimi biglietti per il concerto sold-out dell’artista che amiamo?

–          O ancora, in ultimo, vogliamo il ribelle dal cuore tenero? Quello che con noi non c’entra nulla, quello che ci fa sentire i brividi sulla schiena per ogni bacio scambiato sulla pista da ballo e che, a fine serata, ci porta in macchina al mare per vedere l’alba?

In sintesi, di questi tre qual è quello che veramente fa al caso nostro?

Rispondo pubblicamente al quesito:

Cara Greta,

il fatto è che, come tu stessa ben dici, neppure noi sappiamo di preciso cosa vogliamo.

A volte sogniamo il romanticone, ma a un certo punto ci stufiamo di essere trattati come un monile da sfoggiare.

Altre volte, invece, ci invaghiamo del modello low-profile (è brutto da dire, ma è così), ovvero l’uomo standard che ha poco di eccezionale ma che sa sempre come tenerci stretti al suo fianco (basta che dica, per esempio, “Mi piace quando ridi”… e a quel punto siamo perfino capaci di commuoverci).

Altre volte, infine, perdiamo la testa per il ragazzaccio incontrato in discoteca, ma poi, passata la notte, ci stizziamo se al risveglio lo sorprendiamo mentre beve direttamente dal cartone del latte.

A questo punto, cara Greta, credo che il problema stia tutto nella nostra atavica indecisione.

E dunque domandiamoci una volta per tutte: che cosa per noi è veramente importante?

Io, al momento, non so proprio fornirti una risposta esaustiva. Ti posso solo dire che i fiori non li tollero (preferisco le piante aromatiche), che il lavandino so aggiustarlo anche da me (in casi complessi ho un amico idraulico) e che di ribelli ne ho piene le tasche (sono già abbastanza ribelle da me).

Sintesi del post: Quando Mina cantava È l’uomo per me, aveva appena conosciuto l’attore Corrado Pani. Non fu mai vero amore tra i due, ma per qualche mese a lei dovette sembrare amore eterno.

Tanto da fare un figlio con lui.

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2 thoughts on “È l’uomo per me… Sì, ma quale dei tre?

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