Mangia, prega, ama

[TRACK #16: Sheryl Crow, Home]

Ci pensavo stamattina, mentre in terrazzo travasavo il rosmarino e le altre erbe aromatiche comprate sotto casa di D. [sul chi sia lui, mi avvalgo della facoltà di non rispondere].

A distanza di trenta giorni esatti dal mio ventottesimo compleanno, posso dire che il ventisettesimo è stato l’anno migliore della mia vita.

Non poteva essere altrimenti, perché per dodici mesi consecutivi ho osservato un unico rituale:

Mangia

Prega

Ama

Esattamente come Julia Roberts nella celebre e omonima pellicola, ho abbandonato tutto e ricominciato da capo, rischiando non poco, ma senza il timore di mettermi in discussione.

Il mio ventisettesimo anno di vita si è aperto con un viaggio, non in India come nel film, ma in Marocco.

[per i viaggiatori: se avete voglia di scoprire le meraviglie dell’Africa, QUI troverete tutto quel che vi occorre]

Sono partito con la testa piena di punti interrogativi e con alle spalle una storia sentimentale deludente quanto insignificante (ma questo l’ho compreso solo dopo). I sette mesi passati a inseguire Mister “non posso stare con te perché siamo identici, nonostante i quindici anni di differenza” avevano messo a dura prova la mia autostima e il mio sistema nervoso.

Sono partito quasi fuggendo, da lui e da Roma. Mal sopportavo entrambi. Sono rientrato da Marrakech con un amuleto al collo e con in testa un vecchio detto popolare:

Dove stendi il tuo tappeto, là e la tua casa.

Appena rimesso piede nell’appartamento di Roma, con le valigie ancora a terra e le orecchie già sature di clacson, ho preso la mia decisione: mi trasferisco.

Due settimane dopo ero già in una nuova casa.

Sono arrivato ad Anzio al principio di agosto.

Ho vissuto per nove mesi da solo in un monolocale che affacciava direttamente sulla spiaggia.

Per nove mesi ho nuotato all’alba, tutti i giorni verso del sei del mattino, ho mangiato pesce comprato al mercato del porto e temuto le tempeste notturne. Era come se Roma improvvisamente non esistesse più.

Come unica compagnia, quella di Stella, la meravigliosa proprietaria di casa, e quella dei suoi tanti cani e gatti raccolti dalla strada. E ancora: il buon vino, i bei libri, il lavoro di editor (poco, ma appagante… sono nati romanzi promettenti in quei mesi).

Per il resto, eravamo soli, io e il mare.

E per la prima volta in vita mia ho pregato, nella sola maniera che conosco: la recitazione buddista.

Non posso dirmi credente, ma neppure ateo. Sono cresciuto coltivando con mia nonna il culto degli spiriti domestici. Un poco di spiritualismo è anche in me.

Se davvero esiste la ricetta della felicità, allora questa è tutta racchiusa nel monito di cui sopra, ma a mio avviso con qualche adattamento:

Mangia: poco e bene;

Prega: se ne avverti il bisogno, seguendo le pratiche che ti sono più familiari;

Ama: senza timore, qualsiasi cosa, luogo o persona… ma, prima di tutto, te stesso.

E non dimenticare di esserti grato!

Sintesi del post: Due mesi fa ho fatto pace con Roma, ora vivo in un nuovo appartamento che ho arredato con i miei soldi e a mio gusto… la mia prima vera casa. A volte il mare mi manca ancora, ma in fin dei conti è ad appena un’ora di treno. Di Mister “non posso stare con te perché siamo identici, nonostante i quindici anni di differenza”  nessuna notizia… meglio così!

سلام

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6 thoughts on “Mangia, prega, ama

  1. Ragazzi il Marocco è meraviglioso, ma bisogna scoprirlo, scoprire l’ Atlas, le valli, le praterie, i vari deserti, il deserto di sale, il deserto di sassi, il sahara … le comunità, i mercati … ecc ecc ecc, insomma gli spettacoli della natura meravigliosa e di comunità meravigliose che sono lontane dalle città e dalle rotte abituali (consiglio un giro al sud, sud est).
    Sono felice che luca abbia citato marocco adventure tuor… garantisco personalmente, sono partita con loro (lui Alì) che vi porterà veramente in posti meravigliosi.

  2. Ho 27 anni appena fatti, un amore che vorrei definire insignificante e che si sta chiudendo miseramente, riflettevo sulla possibilità di andare via, scrivo moltissimo per riempire il vuoto lasciato da persone importanti.
    Vorrei poter scrivere questo tuo stesso post tra un anno.

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