E se domani – e sottolineo se – all’improvviso incontrassi te

[TRACK #13: Sheryl Crow, Now that you’re gone]

Oggi si parla di fobie incontrollabili.

Spulciando il Web, per pura curiosità, ho scoperto che ne esistono di tutti i tipi. C’è un sito aggiornatissimo che fornisce un elenco delle più diffuse e che insegna ad attribuire a ciascuna si esse un nome specifico.

[si ringrazia David Law per la FONTE]

La cosa non poteva non catturare la mia attenzione… perché, in fin dei conti, chi è che non ha almeno una fobia?

Passiamo dunque in rassegna le più comuni.

C’è chi ha paura del buio (si chiama acluofobia ed è diffusa anche negli adulti), chi dei ragni (la comunissima aracnofobia), chi dei gatti (la meno nota ailurofobia), dei cani (cinofobia) o dei serpenti (ofidiofobia).

C’è poi chi ha paura dei contatti sessuali (sessuofobia), dei rapporti sociali (sociofobia), della folla (demofobia), delle persone in genere (etnofobia) o solo e soltanto degli uomini (androfobia)… e chi, come me, soffre invece di una gravissima patologia che lo porta a perdere il controllo di sé nel momento in cui si trova a contatto con un ex fidanzato: è la fobia degli ex, anche detta in linguaggio medico estintofobia.

Non c’è nulla di cui vergognarsi, tutti (chi più, chi meno) abbiamo la fottutissima paura di incontrare i nostri “cari estinti“. È una cosa assolutamente naturale e giustificabile.

Conosco persone che sarebbero capaci di cambiare residenza, nazionalità e identità pur di far perdere le loro tracce. Il problema è che gli ex non demordono: in qualsiasi città, stato o contenente tu ti trasferisca per rifarti una vita sotto falso nome, loro sono capaci di rintracciarti comunque. Come fanno non è dato saperlo. Molto probabilmente gli ex sono muniti di radar, terzo occhio e hanno contatti con la CIA.

[avete presente quel film con Jennifer Lopez, Via dall’incubo? Ecco, ora avete capito di cosa parlo]

Arriviamo al punto: che cosa è successo?

Domenica sera passeggiavo serenamente su e giù per la Gay Street romana con il mio amico Christian. Si parlava del più e del meno, del suo smisurato talento di sarto e dei bellissimi abiti che è capace di creare partendo da un semplice fazzoletto di seta, quando… PUFF!

Davanti agli occhi mi si para lui: il pugliese, l’immortale, il famelico Wendigo divoratore di uomini, il mezzo demone, la creatura degli abissi psicotici. In una sola parola: Mister Doppia Personalità.

[evito di evocare il suo nome… leggenda vuole che se lo si pronuncia per tre volte di seguito, la creatura appare dal nulla per mezzo di proiezione astrale]

In poche circostanze mi capita di perdere il controllo. In genere ciò accade quando sono perdutamente ubriaco o quando, dopo un’abbuffata, mia madre mi chiede “Che cuciniamo per cena?” o ancora quando su Rai Uno compare Lorena Bianchetti.

Domenica sera ammetto di aver perso il controllo dopo aver incrociato lo sguardo della Medusa… e per poco non finivo folgorato!

A quel punto ho pregato Christian di cambiare direzione, di raggiungere altri amici in fondo alla strada. Mi sono seduto su un muretto in compagnia di una Tennent’s e ho miseramente ripercorso con il pensiero un anno di devastante permanenza nel Reparto Amori Falliti per Bipolarità Compulsiva… Mister Doppia Faccia ne era il Primario!

Quel che ora mi domando è:

Perché permettiamo che simili avvenimenti ci turbino a tal punto?

E soprattutto, se sei d’origine pugliese, perché non torni ad abitare all’altro capo dello stivale?

Alla fine, la serata ha comunque avuto il suo lieto esito.

Guardandomi intorno, dopo aver ripreso possesso di tutte le mie facoltà mentali, non ho potuto non notare il fatto che io ero come sempre quello circondato da persone affabili e premurose; lui, invece, il solito Wendigo accompagnato dalla solita amica parassita la quale, in confidenza, una volta mi ha perfino confessato di non sopportarlo più di tanto.

Ma soprattutto finalmente ho compreso che di lui non mi importa più nulla – e sottolineo nulla!

Come dire, THE END.

Sintesi del post: Mi devi ancora restituire metà del mio guardaroba!

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